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Le Prealpi orobiche
Il fascino delle Orobie sta nella maestosità delle sue cime, nella bellezza degli scenari alpini e nella ricchezza degli itinerari che da sempre attirano coloro che vogliono camminare tra cime, prati e laghi alpini.

IL SENTIERO DELLE OROBIE, elemento portante dell'attività alpinistica, escursionistica e naturalistica nelle Orobie, è un magico percorso a tappe in quota, media 2100-
La parte occidentale, lunga circa 85 km, parte dall'ambiente calcareo della Val Canale, si congiunge al sentiero orientale al rifugio Calvi in alta Valle Brembana per poi proseguire nel tratto di alta montagna della Valle Seriana (caratterizzato dal circo dei giganti delle Orobie tra Pizzo Redorta e Pizzo Coca), attraversare la Valle di Scalve dal Passo della Manina al Passo dello Scagnello, per concludersi nello spettacolare ambiente dolomitico della conca della Presolana.
Anche questo è un trekking che può essere percorso in più o meno giorni in funzione del "taglio" sportivo o escursionistico che si vuol dare. Periodo consigliato da fine Maggio a fine Settembre.
La variante più interessante nel sentiero delle Orobie è il
· botanico con i suoi endemismi, sia su suolo calcareo che siliceo
· faunistico con la possibilità di avvistare gruppi di ungulati e rapaci
· geomorfologico con le rocce e il risultato dell'azione dei ghiacciai
Questo sentiero è praticabile in 2 giorni nel periodo da fine Maggio a fine Settembre

Per gli appassionati di flora alpina si trovano nelle prealpi Orobie diverse opportunità per soddisfare la propria passione.
Tra queste c'è il SENTIERO DEI FIORI, percorso poco impegnativo che si trova ad una quota media di 1800 m circa , sfiorando alla base le incombenti pareti rocciose dell'Arera edella Corna Piana per concludersi al Passo Branchino.
Il ritorno ai ghiaioni della Val d'Arera, punto di partenza, si può effettuare lungo il sentiero che si snoda lungo le coste erbose dell'alta Val Vedra e sui gradoni degli ultimi contrafforti dell' Arera. La particolarità di questo sentiero, oltre alla presenza di tante specie rare ed endemiche di insuperabile valore botanico, è l'osservazione dei fiori che può essere fatta senza grossi spostamenti dal sentiero stesso rendendolo quindi uno fra i più interessanti itinerari naturalistici. Si esegue in giornata nei vari periodi di fioritura da Giugno a Settembre.
Nei pressi dei rifugio "Capanna 2000" è stato inoltre riattivato un tratto di una vecchia galleria di miniera dove è possibile vedere vecchie attrezzature usate per l'estrazione del minerale, compreso un breve tratto di ferrovia con relativo vagoncino per il trasporto del minerale.

Escursioni in Val Seriana
LA VAL VERTOVA
E' uno degli angoli più suggestivi della media Valle Seriana.
La valle si incunea nel cuore del Monte Alben dopo essersi snodata per 12 km tra i monti Cavlera e Cedrina presentando aspetti naturalistici e paesaggistici di notevole rilevanza:
Specie animali e vegetali endemiche
Numerose sorgenti e cascate spettacolari
Forre e marmitte dei giganti
Aspre creste rocciose e dolci pendii coperti da boschi, prati e pascoli
In funzione del tempo a disposizione si possono organizzare diversi itinerari a partire dal semplice percorso naturalistico di 7 km dove si approfondiscono gli aspetti relativi alla fauna, alla vegetazione, alla geologia, ai sentieri e al paesaggio nel suo insieme (adatto ai ragazzi della scuola primaria), per finire all'escursione impegnativa di più giorni salendo in vetta al Monte Alben pernottando in bivacco. Periodo da Aprile a Novembre.
LA VAL DEL RISO
Dominata dalle rocce superbe e dolomitiche del Monte Alben, è stretta e brulla sul fondovalle per poi aprirsi ai panorami suggestivi delle contrade sparse lungo i pendii delle mon-
E' in questo contesto che è nato il SENTIERO ETNO-
imbocchi di miniere (possibilità di visitare l'interno di una galleria)
lo stagno con il suo ecosistema
una ricostruzione di una "calchera" e di un "poiat" dove si producevano la calce ed il carbone numerose specie arboree (ad es. faggi secolari), arbusti e specie floreali endemiche come la Primula Albenensis.
E' possibile inoltre effettuare escursioni sulle montagne che circondano la valle, percorrendo anche più cime in giornata: Monte Grem e Cima Golla con i loro pascoli "carsici" e le stelle alpine, Monte Alben con i suoi torrioni dolomitici e il Monte Arera, una delle più alte vette delle Prealpi Orobiche.

Il SENTIERO DELL'ALTO SERIO
Costituito da una serie di antichi sentieri e mulattiere collegati fra loro ad una quota media, è un itinerario lungo circa 80 km che si snoda in alta Valle Seriana attraverso prati, boschi, pascoli andando a toccare paesi ricchi di tradizioni, storia ed arte.
E' un sentiero che si può percorrere in una settimana, seguendo il tracciato originale che parte da Gorno in Val del Riso e finisce ad Onore sull'altopiano di Clusone, oppure a piacere seguendo in tempi e in ordine diversi le singole tappe o i percorsi alternativi che vanno ad integrare la già ricca proposta.
E' un trekking particolarmente adatto a quelle persone che sanno "leggere" la storia di un luogo attraverso i "segni" lasciati dall'uomo nel corso dei secoli.
Periodo migliore dalla primavera all'autunno.
Escursioni in Val di Scalve
E' una valle antica che ha ben conservato ambiente e tradizioni, grazie alla particolare collocazione geografica. Vi si accede valicando il Passo della Presolana o attraverso la Via Mala, un'antica e particolare strada scavata sul fianco dell'orrido roccioso dove scorre il fiume Dezzo.
Incastrata tra una serie di montagne dalle pareti rocciose famose nell'ambiente alpinistico, che ne delimitano i suoi confini con la Val Seriana, la Val Camonica e la Valtellina, la valle è un paradiso dell'escursionismo.
Salendo lungo i sentieri che partono dagli abitati protetti e salvaguardati dal Parco delle Orobie Bergamasche, posti tutti ad una quota media di 1000 m s.l.m, si attraversano boschi, pascoli, torrenti e laghetti alpini fino ad arrivare sulla vetta di queste che sono solo alcune delle montagne scalvine:
la Presolana, il M. Ferrante, il Pizzo di Petto, M. Barbarossa, M. Sasna, Pizzo dei Tre Confini e M. Gleno a confine con la Val Seriana.
La frastagliata barriera dal Cimon della Bagozza al Pizzo Camino sul lato camuno
I monti Demignone e Venerocolo affacciati sulla Valtellina.
Sono cime che richiedono abbigliamento ed attrezzatura da escursione, nonché una discreta preparazione fisica essendo vette comprese tra i 2200 m ed i 3000 m circa con tempi medi di percorrenza in salita che variano tra le 4 ore e le 6 ore.
Il periodo consigliato è da fine Aprile ad Ottobre.
SUL SENTIERO DEI MINATORI
La Valle di Scalve, essendo stata legata alle sue ricchezze minerali, è ricca di testimonianze del suo passato che possono essere ammirate con questo giro escursionistico che, partendo dal rifugio Cimon della Bagozza a Schilpario sale nella conca dei Campelli e va in direzione del M. Gardena per scavalcarlo e scendere verso il Passo del Vivione.
Camminando anche in tratti posti fuori dalle tracce dei sentieri battuti, ci si imbatte nei resti di un forno di fusione del minerale e in ruderi di una zona mineraria con edifici dei minatori ancora ben visibili.
Si prosegue tornando verso il Passo del Giovetto e salendo il fianco del M. Campione, ci si porta sul crinale che divide la Val Gardena e la Val Erbigno, dove ha sede l'omonimo distretto minerario che vale la pena di visitare.
Al ritorno si scende nuovamente nella conca alla malga Campelli di Sopra e, prendendo la strada che corre ai piedi della Bagozza, si ritorna a Cimalbosco.
Il notevole sviluppo dell'escursione (circa 6 ore ci cammino), nonostante il dislivello non sia eccessivo ( 600 m circa), richiede una discreta preparazione fisica, abbigliamento ed attrezzatura da media montagna e quindi adatta a buoni escursionisti.
Periodo consigliato da fine Aprile a Ottobre.
LA RISERVA NATURALE BOSCO DEL GIOVETTO
La riserva, facilmente accessibile da tre strade da cui si diramano sentieri e mulattiere, consente di cogliere gli aspetti più significativi del territorio protetto, in quanto unica zona in Italia a difesa della "formica rufa". Questo animale è infatti motivo di studio per la particolare organizzazione sociale che lo caratterizza e per l'importante funzione di conser-
Possiamo accedervi :
da Azzone, in cui lungo la strada è stato recentemente realizzato un percorso didattico geo-
dalla frazione Dosso, imboccando una mulattiera che dopo aver attraversato alcuni prati ricavati da antichi disboscamenti, attraversa splendide fustaie di abete bianco erosso che contengono numerose aie carbonili a ricordo dell'antica attività dei carbonai.
Sono tutti itinerari poco impegnativi e quindi adatti anche a scolaresche (dalla terza elementare) che possono essere fatti dalla primavera all'autunno a seconda delle curiosità
e delle caratteristiche che si vogliono osservare:
la primavera è il periodo migliore per godere delle fioriture dei prati e del risveglio dei formicai;
in estate la riserva è in piena attività con mandrie e greggi al pascolo, boscaioli al lavoro e le formiche alla frenetica ricerca di cibo;
in autunno le formiche indaffarate a sistemare gli acervi (i nidi) per l'arrivo dell'inverno con il bosco che regala profumi e colori unici.
IL GLENO: LA VALLE, LA DIGA LA STORIA
E' soprattutto un' itinerario di tipo storico, che ripercorre le drammatiche vicende legate al crollo della diga del Gleno avvenuto nel 1923.
I ruderi della diga possono essere raggiunti da due sentieri: il primo, più facile, parte da Pianezza, guadagna quota nel bosco e taglia a "mezza costa" sul versante della Valle del Gleno con alcuni passaggi esposti (ma resi sicuri da parapetti di fune metallica);
il secondo invece è più impegnativo, parte dall'abitato di Bueggio e risale la valle dalla parte opposta attraverso un sentiero che sale ripido nel bosco fin poco prima del laghetto rimasto.
Da qui abbiamo delle belle prospettive sulle "Dolomiti della Lombardia", il versante scalvino della Presolana con ai piedi tutta la zona carsica della Val Conchetta, meglio conosciuta come "mare in burrasca".
Per gli escursionisti più esperti, si può proseguire sul sentiero che risale la valle fino a Cima Gleno a 2882 m s.l.m. e, transitando lungo una bella cresta, raggiungere il Pizzo dei Tre Confini. Fermandosi alla diga, l'escursione è poco impegnativa e quindi adatta anche a scolaresche; proseguendo, necessita di una discreta preparazione fisica ed abbigliamento\ attrezzatura di media montagna.
Ritornando in paese utilizzando il sentiero più ripido, si può visitare nelle vicinanze di Bueggio l'Arboreto alpino Gleno, un area di 6000 mq. dove abeti rossi e bianchi,faggi, larici, noci, noccioli ecc. la fanno da padroni e dove si possono ammirare 92 varietà di piante autoctone in una mostra allestita all'interno di una struttura molto particolare, posta al centro dell'area.
IL VENEROCOLO: L'INCONTRO DI 3 PROVINCE
E' un'escursione di media difficoltà che ci porta, partendo da Ronco di Schilpario, al Passo del Venerocolo posto a quota 2314 m dove si incontrano le province di Sondrio Bergamo e Brescia.
Durante le 4 ore circa di cammino, si risale la valle di Venerocolino lungo una comoda mulattiera che sale ai "Canali del rame", supera una serie di pianori sotto il Monte Bognaviso per arrivare ai Laghi del Venerocolo, laghi naturali di origine glaciale ed alimentati dall'acqua di fusione delle nevi presenti da novembre a giugno. Giunti al "lago alto"
e costeggiando la sua sponda est, si raggiunge il passo da cui è possibile godere di un panorama mozzafiato. La cima del Venerocolo è 300 m più in alto, raggiungibile però da escursionisti esperti con un'altra ora circa di cammino. Il periodo migliore per effettuare questa escursione è da luglio a ottobre, con abbigliamento ed attrezzatura da media montagna.
